mercoledì 6 gennaio 2010

Il Principio di Peter


In una organizzazione gerarchica ogni impiegato tende a salire fino a raggiungere il massimo livello di incompetenza
Il principio di Peter di Peter Laurence J., Hull Raymond - Calypso - 2008

Ora lo hanno pure dimostrato.

Le persone che ottengono i migliori risultati sul luogo di lavoro tendono ad essere promosse sul presupposto che saranno competenti anche ad un altro livello all'interno dell'organizzazione. Questo è uno degli assunti fondamentali dell'organizzazione del lavoro in Occidente (puramente teorica, of course). Poichè però una nuova posizione richiede competenze diverse, non è così scontato che le buone prestazioni fornite in un determinato settore siano correlate con la capacità di svolgere un altro compito ad un altro livello. Secondo Laurence il risultato inevitabile di una pratica del genere è la diffusione di incompetenza in tutta l'organizzazione. Il lavoro (ancora un preprint credo) di A. Pluchino, A. Rapisarda e C. Garofalo (due Fisici ed un Sociologo dell'Università di Catania) prova, usando un approccio di teoria dei giochi, ad esplorare diverse strategie di promozione in una struttura gerarchica piramidale. Il risultato dello studio conferma il Principio di Peter: la strategia di promuovere i "migliori" provoca una rapida diminuzione di efficienza, mentre la struttura funziona bene solo se i membri mantengono la propria competenza ad ogni livello. Se proprio è necessario un cambiamento, per evitare un "effetto Peter", è meglio promuovere ogni volta un lavoratore a caso o alternativamente il migliore ed il peggiore in termini di competenza.
Non ditelo a Brunetta.

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6 commenti:

Popinga ha detto...

L'ho sempre pensato, con l'evidenza della mia esperienza professionale. Lo studio però non affronta il problema di come l'incompetenza acquisita nel nuovo ruolo si accompagni quasi sempre a una tronfia e imbecille arroganza. E se il problema foisse nella gerarchia in sè come principio ordinatore del vivere sociale?

peppe ha detto...

@pop
ho aggiunto qualche riga, prima che leggessi il tuo commento, per spiegare qualcosa del lavoro che ho linkato. Quello che ho scritto comunque conferma la tua opinione (che condivido): il problema è proprio la struttura gerarchica. Quasi, quasi che 'sto lavoro non cominci a smontare il mito della meritocrazia ?

daniela ha detto...

È un po' la vecchia teoria fordista della catena di montaggio: se fai sempre lo stesso gesto, diventi un supersperto, ma che ne facciamo dell'alienazione? Uno dei difetti di questa dimostrazione è quella di considerare la competenza del soggetto incrementabile solo nel contesto di un solo compito specifico, mentre per fortuna noi esseri umani siamo dotati della capacità di analisi, sintesi e generalizzazione, per cui possiamo applicare competenze acquisite in un ambito per risolvere problemi in un altro.

peppe ha detto...

Peter: prendi e porta a casa!!!

Alessandro ha detto...

L'articolo di Pluchino et al. è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Physica A. Per ulteriori informazioni e materiale supplementare si può consultare il seguente link curato dagli autori: http://www.ct.infn.it/cactus/peter-links.html

peppe ha detto...

Grazie

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