lunedì 14 giugno 2010

Servi della Gleba

Non mi interessano i dati e le analisi (ne ho già parlato diffusamente in questo blog) e ne scrivo per l'ultima volta perchè questa iniziativa merita qualche commento. I professori a contratto dell'Università appartengono a due categorie: i "professionisti" ed i "precari" ed insegnano con retribuizione o "a gratis". I "professionisti" possono essere personaggi di "chiara fama", giornalisti, archistar, musicisti ma anche dirigenti scolastici, dirigenti di qualche ministero (in pensione), collaboratori esterni (ma impiegati altrove). Alla categoria dei "precari" appartengono quelli che devono arrotondare l'assegno di ricerca o qualche altra forma di retribuzione accademica e coloro i quali rimangono aggrappati alla penultima possibilità di sistemarsi dentro l'Università. Mi interessano questi. Prima questione: quelli, di quest'ultima categoria, che accettano di insegnare gratis farebbero bene a nascondere la faccia. E' lo stato fondamentale del leccaculismo! Seconda questione: la gestione delle docenze di questo tipo è un meccanismo indecente: io ti aiuto ad ottenere il corso e tu, però, continui a lavorare per me (anche se non ti pago per il lavoro che fai). Io, da tempo, ho spezzato questo meccanismo ricattatorio: faccio solo quello per cui sono pagato. Quando mi chiedono qualcosa, sbattono contro un muro: pagare moneta, vedere cammello!
E quindi, potete mai pensare che gente sotto ricatto possa aderire alla Class Action del Codacons? Ma fatemi il piacere!
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