sabato 9 ottobre 2010

La scienza espressa

Io di editoria non ne capisco nulla, sono un semplice fruitore e sono felice ogni volta che mi si para davanti una novità. Da quando frequento la rete ho ripreso a leggere, i blog che mi piacciono mi han fatto tornare la voglia e ho ricominciato a spendere per le parole. Ho speso e spendo per le cose scritte da chi scrive sulla rete e ho approfittato del passaparola sul web, ho scoperto cose che altrimenti mai avrei conosciuto. Mi frega poco che si tratti di carta o di Led, mi preoccupa solo il fatto che, come al solito, tutto sarà presto nelle mani di pochi. Si dice e stradice che il circuito classico che univa autori e lettori attraverso gli editori e le librerie abbia subito duri colpi ma una cosa è certa: l'illusione di libertà che qualcuno può aver coltivato durerà poco, presto arriveranno i nuovi Standard, le nuove piattaforme-monstre onnicomprensive, i nuovi gadget universali.
In questi due anni che sono sul web ho cominciato ad annusare l'editoria scientifica. Non parlo qui dell'universo delle riviste specializzate che certificano la dignità di ciò che si pubblica attraverso il meccanismo del peer review, un universo stazionario e del quale PLoS one è solo un lampo, parlo di quell'editoria che prova a ridurre la distanza tra i lettori (lettori, non un pubblico generico) e la Scienza. Fino all'altro ieri, impegnato direttamente nelle ricerca, mi rifiutavo di leggere testi di divulgazione scientifica, la vivevo come una perdita di tempo e dovevo trovarlo il tempo per capire che non è così. Ho avuto la fortuna di scoprire l'editoria scientifica proprio nel momento in cui alcune validissime persone cominciavano ad occuparsene, guarda caso tanti di questi usciti fuori dal master della SISSA (che in Italia qualcosa funziona ancora per fortuna). Non voglio lisciare il pelo a nessuno, non ho libri da scrivere, le mie cose interessano si e no a 10 persone e comunque, lo confesso, alcuni sono amici di Feissbuc.
Feissbuc è un posto equivoco e spesso volgare, dove basta aderire a una causa o postare un articolo arrabbiato per sentirsi a posto con la coscienza. Su Feissbuc però qualcuno ogni tanto apre una pagina per lanciare un'iniziativa editoriale e magari lo conosci ed è una cosa interessante. Lo ha fatto Daniele Gouthier, ha messo su un'impresa che si chiama Scienza Express e qui ne spiega i motivi. Che siate lettori, scrittori o aspiranti tali, avete ora un'opportunità in più. E non è cosa da poco.
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