domenica 8 maggio 2011

Non è vero ma ci credo

Uno pseudo-scienziato nell'interpretazione di Isola Virtuale
Gli oroscopi. Dai, su, confessatevi, ogni tanto li guardate, magari solo per ridere ma li guardate. O non è più così, il secolo nuovo ha spazzato via le pseudoscienze (non ci credo neanche mentre lo scrivo e mentre lo scrivo penso a Scilipoti) e siamo tutti più lucidi, abbiam studiato, non ci facciamo prendere in giro? E invece no, non è così, tutto quello che siamo riusciti ad ottenere è ricoprire le baggianate con una patina di "letteratura" in stile Moccia, citazioni argute a casaccio e tirar fuori dal cilindro l'astrologo chic, il peggiore di tutti, il più pericoloso.
Non devo spiegarvi  io come l'astrologia (il "discorso attorno alle stelle") abbia svolto un ruolo significativo nella storia della scienza, non sarò  certamente io a spiegarvi come le credenze astrologiche siano inconciliabili, è scontato, con l'edificio della scienza moderna. Se volete documentarvi è sufficiente fare un salto dai miei amici di Query e ve lo spiegheranno loro come funziona. Io oggi qui vi racconto invece di un'indagine svolta, a partire dal 1988, tra gli studenti di Astronomia (!) dell'Università dell'Arizona e durata vent'anni durante i quali 10000 tra loro hanno risposto a varie questioni intorno all'astrologia e robe affini. Vi mostro subito i risultati.
 Il fatto che l'astrologia non sia affatto una scienza è vero solo per il 22% degli intervistati e solo il 29% di essi ritiene falsa o completamente falsa l'affermazione che i pianeti influenzino gli eventi della vita quotidiana. Nelle risposte c'è una lieve ma statisticamente significativa differenza di genere: le ragazze si affidano più dei ragazzi alle divinazioni  degli astrologi.
Il secondo grafico chiarisce bene come tendenze analoghe si osservino anche quando le domande riguardano altre questioni "poco-scientifiche", le medicine alternative, fortuna e sfortuna, etc. La cosa più interessante però - e la potrete trovare negli altri grafici contenuti nell'articolo - è che malgrado si osservi  un'ovvia correlazione negativa tra "tendenza a credere" e "alfabetizzazione scientifica" degli intervistati (al crescere di quest'ultima diminuisce la prima) l'accettazione delle pseudoscienze coesiste con buone performance negli indicatori di conoscenza scientifica, insomma anche tra i più bravi e preparati si annida un bel po' di "scilipotosi" che la preparazione scolastica riesce solo a mitigare, mai a cancellare del tutto.
Quanto questo sia un gioco, una scelta di evasione deliberata, quanto sia paura o istinto naturale, emozione collettiva o superstizione personale, nessuna statistica potrà mai capirlo e raccontarcelo.
ResearchBlogging.org
Sugarman, H., Impey, C., Buxner, S., & Antonellis, J. (2011). Astrology Beliefs among Undergraduate Students Astronomy Education Review, 10 (1) DOI: 10.3847/AER2010040
Posta un commento