lunedì 26 settembre 2011

Il gossip superluminale

La vicenda dei presunti neutrini superluminali insegna tante cose, siamo entrati nel merito di questioni complesse, di una fisica decisamente di frontiera, abbiamo ristudiato i concetti fondamentali e apprezzato i virtuosismi di chi fa l'analisi dei dati. Abbiamo visto molto bene come procede la costruzione della conoscenza scientifica, quanto possa essere utile il confronto diretto tra gli scienziati, cosa è il metodo scientifico e la velocità con cui si condividono le informazioni in rete ci ha fornito una grande diretta su un mondo che di norma lavora in silenzio, tiene il profilo basso nei bianchi stanzoni di un laboratorio di ricerca o almeno così lo si disegna. 
Questo fine settimana è stato un delirio di condivisioni, passato a leggere di tutto, paperi e analisi dei paperi, tante interessanti, ben scritte, originali, soprattutto le cose uscite in Italia - cito solo lo stupendo post di Marco per tutti - che hanno superato per qualità, almeno a ridosso del gran casino dell'annuncio, le cose che ho letto su importanti giornali esteri. Poi, purtroppo, la storia del tunnel ha mandato tutto in vacca perché in Italia non solo tagliano o mal gestiscono i fondi per la Ricerca, no, in Italia lo sport nazionale è l'auto-sputtanamento, siamo geneticamente imbarazzanti evidentemente, non c'è occasione in cui non si spari una enorme definitiva cazzata. C'è un aspetto che ha bisogno di essere una volta di più sottolineato, il fatto che certe pratiche buone nel passato, parlo dell'embargo sulle scoperte scientifiche o presunte tali, con internet reggono a fatica e questo ancora non è stato ben compreso da molti ricercatori ed alcuni giornalisti. Certi giornalisti di cui non faccio il nome, che di mestiere fanno i portavoce degli Istituti di ricerca individuano il nemico in certi blogger di cui non fanno il nome - che loro son professionisti - blogger che magari sono ricercatori invitati a dare i loro due cent a una TED conference. Il blogger in questione ha dovuto ritirare un post che riportava in anticipo i rumors sulla vicenda dei neutrini (lo abbiamo comunque letto, bastava recuperarlo nella cache di google) ed io capisco bene che se c'è una regola questa vada rispettata, soprattutto da parte di chi è membro di quella comunità che ha fatto la regola (lo sottolineo a scanso di equivoci), ritengo pure però che sia arrivato il momento di riparlarne, che una regola ha senso se hai modo di farla rispettare altrimenti non serva a nulla, è una presa in giro. Perché poi arriva Zichichi e ti fotte, mio caro giornalista-portavoce, o magari lo stesso scienziato-portavoce di quell'esperimento anticipa tutto alla Reuters e sei fottuto due volte. Ora, io vorrei capire una cosa, il fatto di seguire e rendere pubblici i progressi di un'attività di ricerca prima che sia stato rilasciato un papero (un papero, non un articolo pubblicato su rivista peer reviewed!) che problemi può creare? Disturba la concentrazione dei ricercatori? Rende meno interessante l'eventuale scoperta? Crea problemi di attribuzione della medesima? Le carriere ne soffrono? Ne rovina il roboante annuncio? Perché poi nei corridoi dei dipartimenti universitari se ne parla sottovoce lo stesso e sono corridoi malmessi, gli spifferi son dappertutto e per me l'intervista al giornale è mille volte peggio del post su un blog dove si ha almeno la voglia di spiegare le cose. Un po' di autocritica no, eh?
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