Figlio di un Word
Sono abbastanza vecchio da ricordarmi la battaglia dei sistemi operativi tra il gigante Microsoft e la piccola Apple.
Era un periodo di software proprietari e sorgenti chiuse, poi arrivarono Linux e compagnia.
Io facevo parte della riserva indiana che preferiva il Macintosh ed è cresciuta a pane e Mac OS, che a noi l'MS-DOS faceva abbastanza pena. Per le robe pesanti c'era il VAX/VMS ("Nothing sucks like a Vax") che ci consentiva di usare la rete Ethernet ben prima che molti di voi che mi leggete aveste una pur vaga idea di cosa significasse trasmettere dati da un computer all'altro. Non eravamo smanettoni, la nostra occupazione, da studenti prima e borsisti poi, prevedeva di saper usare qualche semplice linguaggio di programmazione e di markup e sui personal computer più che altro si cazzeggiava (cosa meglio di un Mac?), almeno fino a quando l'architettura VAX fu in grado di reggere il confronto. Nel momento in cui tutto quello che serviva poteva stare (più o meno) sul computer di casa la situazione divenne rapidamente quella (pre-tablet) che ben conoscete.
Markup dicevo, cioè typesetting, dunque TeX. Produrre un documento in TeX voleva dire scrivere un codice sorgente e compilarlo, la preistoria del LaTeX che ormai da tempo è divenuto il suo principale metodo di utilizzo e che produce documenti "tecnici" che contengono formule, tabelle e grafici ed una bibliografia come dio comanda. Noi eravamo per il What You See Is What You Mean e non per il What You See Is What You Get, Word bleah! Con TeX la personalizzazione del documento era totale, mi ricordo dei virtuosi del TeX che producevano robe mirabolanti. Il prodotto finale era un file postscript che poteva essere visualizzato e stampato da qualunque dispositivo e trasferito da un computer all'altro senza problemi o perdita di informazioni. Il figlio di postscript è il pdf, sapete bene di chi parlo.
Di chi è figlio iBooks Author? È figlio di iWork che è parente stretto di Office, ma funziona solo su macchine Apple. Non solo, se si crea un ebook digitale con iBooks Author, Apple vieta espressamente di metterlo in vendita su qualunque store che non sia il proprio (clic qua e qua se ne volete sapere di più).
A me, che sono un semplice (potenziale) utilizzatore, questa roba non va tanto giù ma quello che spero è che questa politica scellerata sarà quella che finalmente costringerà tutti a darsi una regolata, che arriverà il momento in cui sarà possibile produrre ebook dalla grafica avanzata, figli (nella filosofia) del TeX piuttosto che del Word (poi magari dico sciocchezze e vi prego di correggermi), e ricominciare a curare questo morbo dell'appartenenza che sta diventando sempre più soffocante (tipo, per fare un altro esempio, le robe imbarazzanti che sta combinando google con google plus). Che palle!




2 commenti:
Anche il pdf all' inizio non era gratis. Potevi leggere file pdf, perchè Adobe distrubuiva liberamente Acrobat Reader, ma per produrli serviva Adobe Acrobat, che si pagava. Poi, con la diffusione del formato, ha cominciato ad esserci la possibilità di salvare piccoli documenti ln pdf anzichè stampare, e adesso è necessario comprare Adobe solo se sono necessari tool per uso professionali.
Però anche il Postscript un tempo si pagava...a stamparlo, perchè solo le stampanti di un certo livello erano PS compatibil, e ovviamente costavano di più perchè il fabbricante aveva pagato la licenza alla Adobe.
Comunque WORD non era male, fino a WORD 5 (che anno era....il 1993?) poi crescendo è diventato sempre più presuntuoso e insopportabile.
Piero, le stampanti compatibili erano, appunto, le Apple LaserWriter (il solito vizio).
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