martedì 17 gennaio 2012

La storia visiva della scienza (ma non tutta)

Le immagini della scienza. Cinquemila anni di scoperte: una storia visiva di John D. Barrow è davvero un librone: 610 pagine per una una massa di 1852 grammi, occupa uno spazio di 2100 cm3 ed è in grado di galleggiare un po' prima di assorbire acqua. Non vi consiglio l'esperimento però, è un libro che dovreste avere nella vostra biblioteca perché Barrow scrive bene, forse in maniera un po' datata ma magari è colpa del traduttore. Il libro, va da sé, si occupa delle immagini che hanno svolto un ruolo importante nella storia del pensiero scientifico e prova a narrare quanto schemi, diagrammi e figure possano aver aiutato l'intuizione dei ricercatori e quanto questi siano stati consapevoli dell'importanza dei loro sforzi nel produrre rappresentazioni visuali del loro lavoro. Metà dell'opera è dedicata all'astronomia ed alla cosmologia, parte dalle vecchie carte delle costellazioni e dagli schemi di Copernico ma non ha un approccio di tipo storico, è una raccolta di immagini che è pretesto per tanti racconti di scienza. Questa sezione si conclude con un breve accenno alla cartografia e alle scienze naturali mentre la terza parte contiene alcuni dei più importanti esempi visuali tratti dalla matematica, dai solidi platonici fino alla statistica, passando per tutto lo zoo di segni e diagrammi che hanno reso la disciplina più universale di qualunque alfabeto. Il volume si chiude con la fisica e la chimica ma protagonista è soprattutto la meccanica quantistica. E' proprio qui, nel mondo invisibile ai nostri occhi, che lo sforzo di "pensare per immagini" raggiunge il massimo grado di originalità ed efficacia. Pensate ai diagrammi di Feynman, a come possano essere rappresentazioni visuali "immediate" di processi fisici e strumento di calcolo allo stesso tempo.
C'è tanta roba in questo libro, ne manca altrettanta se non di più ma non può essere altrimenti. Lo sguardo è quello del divulgatore ma il testo manca di omogeneità (ammesso che ve ne possa essere in una caso del genere), di un filo che colleghi tutti i racconti, di una tesi che permetta di stabilire un criterio nella esibizione delle immagini che non sia solo quello legato all'importanza delle cose rappresentate. E' però uno strumento utile per tutti quelli che vogliano cominciare a capirci qualcosa (è perfetto per i giovini ed i collezionisti) o che, semplicemente, desiderino godere dei risultati della ricerca scientifica con uno sguardo un po' diverso dal solito. Malgrado il libro pesi 1852 grammi, la copertina rigida vi aiuterà a leggerlo senza difficoltà anche sul divano, col camino acceso e la televisione finalmente spenta.

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