sabato 28 gennaio 2012

Le azioni complesse

Io, quando scorgo in rete certe parole, tipo complessità, innovazione, sostenibilità, molto spesso non leggo il resto, un clic e chiudo la pagina. Chi usa questi termini non lo fa per parlare di cose di scienza, in genere è un sociologo, un informatico, un giornalista figo che travisa la scienza, prende in prestito un po' di robe e dimostra a se stesso e ai suoi colleghi con meno cultura di essere diventato un guru del multi-pensiero. Per quanto mi sforzi di dirlo a voce bassa, magari scolorando i caratteri del post io, cercate di capire, da certe polemiche non riesco a star fuori. Alla Sissa per esempio hanno deciso che è ora di costruire i leader del futuro e per farlo hanno lanciato in orbita un Master in Complex Actions, proprio così, Azioni Complesse e dicono che siccome la nostra società è sempre più complessa, appunto, c'è bisogno di approcci mentali nuovi, più flessibili, indisponibili nei processi educativi tradizionali, c'è bisogno di "tackling problem solving" e "complex decision making". Sostengono che siccome gli scienziati hanno ormai radicato nel loro subconscio pattern di pensiero (!?) che li aiutano a sviluppare il loro lavoro di ricerca,  la soluzione è quella di trasferire questi pattern (!?) nella gestione dei processi innovativi estraendoli dal subconscio e portandoli su su fino al conscio (!?). Mica me lo invento, è scritto proprio (più o meno) così. Ora la cosa curiosa è che la solita citazione che serve da ciliegina sulla torta per dar lustro all'impresa è una frase di Heisenberg che recita "nella storia del pensiero umano, gli sviluppi più fruttuosi si svolgono più spesso in quei punti in cui due diverse linee di pensiero incontrano ..." che chiaramente è lo stadio zero della complessità. Io però, per dire, non so se mi farei guidare nella ricerca dei miei pattern (!?) da qualcuno che pensava che antisemitismo e nazismo fossero mode passeggere, uno che affermava  "La democrazia non ha sufficienti energie per guidare l' Europa. Vi sono perciò solo due possibilità: la Germania e la Russia. E allora un'Europa sotto la guida tedesca mi sembra il male minore". Non potevate scegliervi uno sponsor migliore, che ne so Emmy Noether? Il problema è che non sapete che in fisica la complessità è indice di mancanza di conoscenza, ecco è proprio questo il problema.

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8 commenti:

Giuseppe Lipari ha detto...

Bellissimo! (però, dai, almeno gli informatici veri dovrebbero capire qualcosina di complessità).

Peppe Liberti ha detto...

mi piace farmi sempre nuovi amici ;)

Annarita ha detto...

Concordo pienamente!

Giuseppe Lipari ha detto...

che poi, per la mia categoria, il problema vero è che qualunque minchione "esperto di web 2.0" può autoassegnarsi la patente di informatico senza essere coperto di buuuu. Informatico è tutto e quindi niente (scusate lo sfogo).

Peppe Liberti ha detto...

no Giuseppe, hai ragione da vendere

Marco Ferrari ha detto...

Nomi, Peppe, voglio i nomi dei tuoi nuovi amici. Non ho voglia di andare alla Sissa e leggere il pippone sulla complessità.
Ah, per i biologi (specie per gli ecologi) la complessità vuol dire "non ci capisco niente". E stanno zitti, come Wittgenstein.

Popinga ha detto...

Non so proprio quanto sia vero
che possieda pattern di pensiero
chi alla Complessità inneggia
con citazioni di una scoreggia.

Anonimo ha detto...

"la complessità è indice di mancanza di conoscenza"

Da incorniciare.

ilcomizietto

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