martedì 3 gennaio 2012

Le immagini della scienza: prologo

Isaac Newton, Cambridge Digital Library
E' da un po' che giro intorno ad un pensiero, cerco di capire come e quanto le pratiche, i metodi tipici di una disciplina scientifica possano influenzare la rappresentazione dei risultati di quelle stesse discipline. Le immagini, ad esempio, sono importanti quanto il testo, in passato sostituivano la fotografia, riproducevano quello che si poteva osservare attraverso un microscopio (Robert Hooke, per dire) o un telescopio (il Sidereus Nuncius di Galileo) e poi, in Fisica soprattutto, son diventate la mera traduzione della matematica e della statistica  in un grafico. Esiste una storia della scienza raccontata attraverso lo sviluppo dei segni e delle immagini? Qual è il criterio per costruire uno schema grafico efficace? E qual è il limite? Quali i filtri?  Si può, anche in questo caso, stabilire una differenza netta nella comunicazione tra ricercatori e tra questi e pubblico di non esperti? Come sfruttare in maniera corretta i nuovi strumenti multimediali?
Che dite, ci si riesce? C'è qualcuno in sala che ne sa qualcosa? No, perché, per dare un senso a questo blog, ho bisogno di un racconto lungo, della spina dorsale, ci vuole qualcosa che mi interessi davvero (come è stato per l'open access) e lo mantenga in vita. Stanotte, per esempio, ho cominciato la ricerca, a mettere da parte materiale su cui ragionare. Per il momento e per non farvi perdere altro tempo vi segnalo 10 Images That Changed the Course of Science e mi chiedo: ma son davvero quelle? Non avranno dimenticato qualcosa?

9 commenti:

Marco Ferrari ha detto...

Come al solito, brillante. Allora, manca l'immagine più importante per le scienze della vita, e qualcos'altro, ma non so come postarla nei commenti. Ti va se metto qualcosa sul mio blog?

Peppe Liberti ha detto...

ma certo, va benissimo :)

neuromancer ha detto...

Sui rapporti tra scienza e immagine potresti trovare degli ottimi spunti di riflessione nel libro di Martin Kemp "Immagine e verità", per una storia dei rapporti tra arte e scienza".

Marco ha detto...

Argomento interessante. Seguirò curioso.

Leonardo Romei ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Leonardo Romei ha detto...

Molto interessante.
Una questione sulla definizione di immagine:
penso sia utile non opporre "immagine" a "testo alfabetico"; un esempio sono proprio i casi del Sidereus Nuncius di Galileo o la tavola periodica di Mendeleev, in cui mi sembra si possa riscontrare una forte integrazione tra parole e segni di vario tipo. Possiamo parlare per convenzione, e per intenderci e farsi capire, di "immagine scientifica", ma per me è più corretto parlare di scrittura scientifica (sincretica, sinsemica, o multimediale che dir si voglia) e poi vedere a quali tipi di segni e pratiche si fa riferimento volta per volta. Che ne pensi?

Peppe Liberti ha detto...

Si, penso proprio di si. Ci sono casi, ad esempio, in cui l'integrazione tra parole, formule e immagini è totale. In questo caso il "segno grafico" diventa qualcosa di operativo e non più solo descrittivo. Mi pare che si possa partire da qui.

Paleomichi ha detto...

secondo me manca l'immagine dell'albero evolutivo disegnata da Darwin sul suo taccuino.

Peppe Liberti ha detto...

ci ha pensato il prof. Ferrari http://leucophaea.blogspot.com/2012/01/immagini-della-scienza-1.html