mercoledì 30 maggio 2012

Il complotto degli assistenti sociali

Stamattina mi son svegliato presto e tutte le volte che lo faccio è perchè ho un pensiero confuso in testa che mi ha fatto dormire male e finalmente, quando è mattina, ha preso forma. Pensavo, ieri, che quando ero piccolo io e c'erano i terremoti, e ce n'erano tanti dove abitavo, non ho mai conosciuto nessuno che si ponesse il problema delle cause; cioè, un terremoto è una cosa naturale, così pensavano tutti, al limite era un segno di Dio che ci puniva per i nostri peccati. Qualche pia donna, magari molto anziana, ne era convinta e ti invitava a pregare perché non capitasse più. C'era una volta una consapevolezza, un'educazione, se posso dire, che molti adesso giudicano come ignoranza e non capiscono che era di più, era ammissione di ignoranza e impotenza o buon senso. Adesso invece questi molti sono sicuri di aver trovato la via per la conoscenza perchè hanno una connessione a internet e ti spiegano la vera ragione delle cose. Può capitare così di leggere le opinioni di assistenti sociali sulla fisica nucleare o di addestratori di cani sulle onde elettromagnetiche, ché se avessero messo lo stesso impegno nel raccontare la loro professione avremmo risolto i problemi dell'emarginazione e cani più educati, secondo me. Mi chiedevo quindi, stamattina, quale potrebbe essere la loro reazione a un blog che parli della loro professione come fanno loro con quella degli altri, se trovassero scritto, che ne so, che gli assistenti sociali nascondono segreti inconfessabili e cospirano per imporre un nuovo ordine mondiale o che gli addestratori di cani in realtà tramutano la personalità dei cani in quella dei gatti per scatenare comportamenti asociali nei loro padroni che poi finiscono nelle grinfie degli assistenti sociali, quelli di prima. Magari mi sbaglio, ma io sono convinto che si arrabbierebbero un po'.
   

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9 commenti:

Popinga ha detto...

Fantastico! Condivido ogni virgola.

Mauro ha detto...

Anch'io!

Saluti,

Mauro.

Antonello Maiolino ha detto...

Perfetto, stavo giusto cominciando a pensare che la facilità d'accesso alle conoscenze non sia proprio la maniera migliore per diffonderle, io stesso comincio a stufarmi della quantità di materiale che il monitor mi vomita addosso, sarò anche anzianotto, ma ho sempre più l'impressione di spolverare (solleticare) i miei neuroni più che impegnarli.

PS
da un corregionale trapiantato dall'età di 4 anni, al paese dei Bossi, i sinceri complimenti per ciò che mi fai leggere.

Peppe Liberti ha detto...

Grazie Antonello (anche a Pop e Mauro ovviamente). Il problema è proprio quello e me ne accorgo ogni giorno di più maledicendo me stesso perchè non mi metto più a studiare come dovrei. Qua la gente pensa che raccogliere informazioni (da che fonti poi?) e incollare i pezzi (con quale criterio?) sia sufficiente per diventare esperti di qualche cosa. Però son furbi, non si spacciano per esperti, anche se son convinti di esserlo, dicono che loro son lì solo a creare dubbi, a scoperchiare misteri. A me spiace solo per gli sprovveduti che ci cascano. Anzi no, non mi spiace più.

Monica ha detto...

"Stimolare i neuroni e non impegnarli"... perfetto! Comunque, Peppe, d'accordissimo con te.
Come prof, poi, è impressionante come gli studenti rimangano a bocca aperta se gli si fa notare che conoscenza e informazione sono due concetti "proprio" diversi. E che tu lo vedi subito, appena ti portano qualcosa stampato/rabberciato da Internet che spacciano per proprio, di che sacco è la farina...
(Su questo, una mia amica blogger aveva aperta anche una discussione interessante: per es. http://laproffa.blogspot.it/2012/02/9-mondays-for-9-skills-asking-questions.html

Peppe Liberti ha detto...

Quello del rapporto tra la scuola ed il mondo in cui ora sono immersi i ragazzi è un altro bel problema e la mia esperienza mi dice che la scuola pubblica è davvero uno dei pochi luoghi dove l'esercizio e la riflessione (e la lentezza, per fortuna) sono ancora, come dire, "di casa", pur tra mille difficoltá e qualche inevitabile errore. Speriamo che duri.

Monica ha detto...

"Lentezza" a scuola: non so se ho inteso bene quel che intendevi tu; ma anche io credo che l' "anacronismo" scolastico sia un bene.
E' un bene che la scuola "non sia moderna", se essere moderi vuol dire frettolosità, pressapochismo, e quindi superficialità. Meglio un libro, che saltellare di sito in sito (anche se, intendiamoci: la LIM in classe, per certe lezioni e certi video, la invidio proprio ai miei colleghi di altre scuole...)

Anonimo ha detto...

penso che la facilità con cui oggi si crei un blog e si farcisca di cazzate è eccezionale ! e la cosa incredibile è che qualunque stupidaggine venga postata c'è subito qualcuno che dice "bravo la penso come te": da soddisfazione al cazzaro... no ?

Lorenzo, un assistente sociale

Peppe Liberti ha detto...

Lorenzo, spero non te la sia presa, ho scritto "assistenti sociali" ma poteva benissimo essere "assistenti di volo". In ogni caso, se la gente scrivesse di quello che sa (o pensa di sapere, non importa) invece di straparlare inventandosi ruoli da guru del libero pensiero (nel senso di sentirsi liberi di sparare le suddette cazzate) staremmo tutti meglio e avremmo commentatori più prudenti.

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