martedì 22 maggio 2012

Tutti contro Frankenstein

Stamane sui giornali è tutto un lamentarsi delle condizioni dell'Università Italiana. Il XIV rapporto di AlmaLaurea (clic) fotografa una situazione di crisi, meno iscritti, pochi laureati, pochi investimenti in istruzione e ricerca, calo dell'efficacia del titolo universitario, aumento del tasso di disoccupazione anche fra i laureati. Viviamo in un paese che declina, governato dal residuato tecnico responsabile, con la politica, di questa situazione. 
Le ricette per uscirne sono le solite: aumento degli investimenti; apertura internazionale; nuove forme di reclutamento. Tutte balle. È da più di dieci anni che sul corpo dell'Università si esercitano tanti dottor Frankenstein e questa continua sperimentazione l'ha quasi uccisa senza peraltro sfiorare i batteri che la infettano. Certi personaggi assomigliano allo Streptococcus agalactiae, sono ineliminabili, commensali e opportunisti patogeni che infettano i figli e li uccidono. Occupano qualunque pertugio, da sempre, governano e allevano yes-man che dio ci scampi quando saranno loro a prenderne il posto.
C'è una sola riforma da fare, un pensionamento anticipato di massa che non guardi in faccia a nessuno e la selezione delle forze migliori già presenti nelle Università, gente che non si parla nelle stanzette, gente qualificata che svolge il suo lavoro alla luce del sole, che viaggia e ha viaggiato, che pubblica articoli invece di scrivere regolamenti, che fa una didattica coi controcazzi dentro l'Università invece di fregarsi i soldi dei corsi di formazione per insegnanti. Tutto il potere a questi e poi si cominci a reclutare gente motivata, che tanta è sparsa per il mondo, quella che ha avuto le palle di passare il tempo in un buco irlandese o in giappone o dove vi pare, che ha lottato e imparato e ora serve qua.
L'Università funziona solo se gli studenti ne riconoscono l'autorevolezza. È quella che non c'è più.

2 commenti:

GiovanniR ha detto...

Come non essere daccordo. Salverei qualche cervello italiano.

Giuseppe Lipari ha detto...

Per carità nei vostri confronti, mi limiterò ad accennarvi la polemica che domina attualmente gli ambienti universitari: i rettori in scadenza, vista la riforma, hanno tutti prolungato il mandato di almeno un anno (la scusa ufficiale è che bisogna mantenere la continuità durante la transizione). Da settimane si va avanti con parlamentari che fanno inutili interrogazioni, richieste di pareri al ministero con risposte sibilline, e forse alla fine ci sarà un documento dei "ribelli". Tempo ed energie spese inutilmente in una inutile riforma.