Fermate il tempo (voglio scendere)
Ieri, durante i miei dieci minuti horror, quelli che dedico ogni giorno alla lettura delle peggio cose sul web, mi imbatto in un articolo in bella evidenza (lo è ancora oggi peraltro) sulla pagina principale de la Repubblica.it: "Il tempo sta rallentando e si fermerà del tutto". Fa caldo eh, se poi il tempo si ferma siam davvero fregati, penso io. Cerco di capirne di più ma, come al solito, come le edizioni on-line dei giornali italiani usano fare, non c'è un diobonino di link, lo studio citato è pubblicato su Physical Review D ma il piacere di dirci quando non ce lo fanno. Il tempo si ferma, porca miseria, e voi niente, neanche una data?
Vabbè, fa caldo, l'ho già detto, e con pazienza mi metto a cercare. Su Physical Review D l'unico articolo che parla di questa roba, firmato dagli autori citati nella velina di Repubblica, è dell'inizio del 2008, ha per titolo Is the accelerated expansion evidence of a forthcoming change of signature on the brane? e dice che il tempo rallenta sì, ma secondo una variante della teoria delle stringhe, una supercazzola insomma. Occhei, va bene, magari su arxiv scopro un articolo più recente, ci vado e niente, i tre han scritto assieme solo la supercazzola. E quindi? Perchè all'improvviso si parla di robe di quattro anni fa? Davvero non sanno come riempire il giornale? Non potevano mettere un paio di foto in più di Sonia Topazio seminuda, i nostri professionisti dell'etica e della morale?
Finita la ricerca diretta delle fonti passo a Google e il gioco è fatto. L'articolo di Repubblica, che scopro uguale su decine di siti e blog, è la copia conforme, refusi compresi, di una velina dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia). La fonte dell'AGI è The Telegraph (clic) che ha appreso la cosa da un sito spagnolo (ariclic) e lo dice e mette il link (dovete invece sapere che agenzie e giornali italiani hanno personale specializzato nel leggere quello che pubblicano i giornali anglosassoni, The Guardian soprattutto, nel tradurlo male e nel rilanciarlo senza mai citare).
Cosa ha appreso il Telegraph? Semplicemente che Gary Gibbons, famoso fisico teorico inglese, anche lui vittima delle stringhe, ha affermato che le ipotesi fatte dei tre signori di cui vi ho detto non sono peregrine. Sticazzi, mi viene da dire, visto che Gibbons è citato al secondo posto nelle references dell'articolo. Scopro pure che lo stesso Telegraph aveva parlato dell'identico articolo e negli stessi termini (Gibbons escluso) già il 18 dicembre 2007 (clic) quando questo era stato appena accettato su Phys. Rev. D (e pubblicato qualche giorno dopo, l'11 gennaio 2008) e pubblicato su arxiv nella sua versione finale il 29 novembre 2007 (tanto per ricostruire i fatti).
Ma perchè uno si deve fare il culo a cercare le robe, leggersele, provare a capirle e a riscriverle in un linguaggio che la maggior parte della gente istruita può comprendere quando con una velina dal titolo appetitoso e dal contenuto ammuffito hai risolto il problema della notizia dal mondo della ricerca? Ma che due palle, fa caldo, il tempo rallenta, le cazzate no.
N.B. Se poi mi sbaglio e qualcuno mi trova davvero che ci sono novità accendo un cero a Giulietto Chiesa e chiudo il blog.




8 commenti:
Eppure tutto torna! Rep. (e tutti gli altri) non hanno in effetti lasciato passare quattro anni: è il tempo che sta rallentando!
Definitemi "tempo", poi magari se ne può riparlare ;-)
beh, pure questo è vero (potremmo chiedere a Carlo Rovelli http://www.filosofia.rai.it/articoli/rovelli-il-tempo-non-esiste/14059/default.aspx)
Nel presente Kali Yuga, al contrario, il tempo dovrebbe accelerare.
L'ipotesi, per campata in aria che sia, è comunque affascinante. Ma sperimentalmenete come si potrebbe "misurare" il tempo che rallenta ? Certo non con un orologio.. occorrerebbe avere dei "riferimenti" assoluti, magari qualche costante fonfamentale subirebbe delle influenze e sarebbe possibile notarlo.... mah.
Certo che se non ci fosse modo di misurarlo... il rallentamento, anche se esistesse, non influenzerebbe la realtà...un po come la storia del multiverso...
eh, è che quando scorgo qualcuno parlare di stringhe perdo il lume della ragione (ma è una cosa mia, forse sbaglio, dovrei controllarmi di più, non so)
*lo stesso Telelegraph :p
ups, grassie :)
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