martedì 26 giugno 2012

Luci spente

Una cosa che ricordo di quando ero piccolo, una cosa di tanti anni fa, è che d'inverno, quasi ogni sera, se il tempo, quello meteorologico, non era buono, andava via la luce. Capitava di starci ore senza luce, con una candela accesa sul tavolo della cucina dove a volte mio padre, per far passare il tempo, quello segnato dall'orologio, leggeva a voce alta qualche pagina di un libro. Era normale vivere queste situazioni di disagio in quel paesino di quattro anime nascosto nel buco del culo del Sud del Sud Italia ma a stare al buio non ci si abitua mica, noi, come qualsiasi altro bambino d'Italia, eravamo abituati a chiudere la giornata con El Dindondero (Miguel son mi) e Jo Condor (Gigante pensaci tu). Che vi pensate? A parte la corrente elettrica vivevamo come voi, popoli civilizzati che ancora ci immaginate incolti e bucolici. Bucolici un cazzo, se posso dire.
Ora, tanti anni dopo, vivo ancora in un paesino nascosto nel buco del culo un po' più a Nord del Sud del Sud Italia e ancora oggi, d'inverno, se il tempo meteorologico non è buono capita che la luce vada via, non a lungo come un tempo (quello segnato dall'orologio) ma capita ancora. Oggi capita pure, quasi una volta a settimana, che la luce vada via col bel tempo, per ore ed ore, e a me pare una cosa scorretta togliere la corrente a chi non se lo aspetta, dovrebbe essere obbligatorio aspettare un temporale, il vento e la grandine, aspettare la sera, quando si può accendere una candela e leggere a voce alta un libro.

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4 commenti:

pierop ha detto...

Non occorre scendere tanto a sud per avere questi ricordi. Succedeva anche a Gaeta, proprio all' estremo nord del sud. Era un evento così regolare che quando cominciai ad abitare in una casa mia a Roma continuai a lungo a tenere le candele a portata di mano quando il tempo minacciava pioggia.

Giuseppe Lipari ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giuseppe Lipari ha detto...

Più in la di dove abitavo io non si può andare. E non so se è sud sud, sud sud sud o sud sud ovest, o che altro, ma di certo è la punta estrema, dopo c'è il mare e l'africa. E per andare in
"continente", come prima cosa devi farti 4 ore e mezza (minimo) per arrivare a Messina. E il buio c'è d'inverno e d'estate, ogni tanto, meno frequentemente adesso di una volta, ma c'è sempre.

Per dire, tutto il sud si assomiglia molto (anche noi bucolici un cazzo).

Peppe Liberti ha detto...

e diciamolo ;)

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