Notte bianca
Adesso le strade della mia città sono piene di ragazzi e, quando le attraversi, senti parlare solo di scrutini, voti e pagelle. Cambieranno presto argomento ma continueranno ad avanzare a scatti, tre passi e una breve sosta, per rispondere al telefono o scrivere un messaggio, che se sei sovrappensiero rischi lo scontro e devi stare attento e scartare di lato. Ieri ne ho viste tre di ragazze, avevano una coordinazione perfetta, una si fermava mentre le altre due proseguivano indifferenti, poi venivano raggiunte e si fermava un'altra e così via all'infinito. Una specie di disciplina olimpica, ho pensato, tipo il nuoto sincronizzato ma anche il ciclismo a squadre, con gli atleti che si alternano in coda e in testa al gruppo.
Ai bordi di questa fiumara di minorenni, sotto agli alberi, sulle panchine e con la faccia triste, la gente della mia età o più grande a discutere di tasse e nelle piazzette i banchetti dei reduci dell'impegno politico, un paio di petizioni da firmare e gli anziani della cgil a promuovere la Notte Bianca dei diritti sociali.
La notte bianca organizzata dagli anziani mi è sembrata una cosa davvero perfetta.



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