Cronache dal mondo sommerso
Il mio computer, per me, è come il bisturi per il chirurgo, la falce per il contadino, il martello per il falegname, io non ne posso fare a meno, e lui non può morire la sera prima del live blog di Focus, non può lasciarmi qua a smadonnare, a non poter lavorare. Pure io ho scadenze da rispettare, che vi credete? Che mica è come prima che mi bastava una penna leggera e dei fogli di carta e via a far di conto, a contemplare formule senza limiti di tempo, che lusso, che spreco! E invece ora son qua, maledizione, vi scrivo da un portatile che non ha quello che mi serve, maledizione, soprattutto le cose che ho raccolto nell'ultimo mese, maledizione, ci vorrebbe un backup al giorno, maledizione, chissà quando le riavrò, maledizione. E poi il microfono non funziona, e come fai con skype? Ti mandano i file in word coi commenti ma qua non ho word (word, accidenti a lui, lasciamo perdere). Devo scrivere un post per Quantum Beat ma non ci riesco (lo farò, vi dirò perché non mi piacciono certe spiegazioni del meccanismo di Higgs che tutti ora stanno ricordando). I documenti su Google drive si ribellano, mi buttano fuori. E ancora tanta roba, accidenti, maledizione. Ne uscirò da questa rogna prima o poi. Tutte le questioni esistenziali ve le risparmio però, non ho mica voglia che vi facciate tutti i fatti miei, solo qualcuno, ogni tanto, maledizione. Ho pure perso la voglia di scherzare.
P.S. Se comprate l'ultimo numero di Panorama, quello del 4 luglio guarda caso, ci ho scritto una roba veloce sui teorici del bosone, quello che hanno trovato a Ginevra, il robo che Higgs si è commosso e pure io a vederlo alzare gli occhiali e asciugarsi le lacrime.




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